SULLA NECESSITA’ DI UN MEMORIALE DELLE STRAGI: BRESCIA

 


La città di Brescia ricorda la strage del 28 maggio 1974 con due importanti monumenti. Il primo è una stele in marmo di Carrara (per la precisione “calacatta macchia d’oro”) e lastra in porfido violaceo di Bienno con incisi i nomi delle vittime, mentre la data dell’attentato è riportata in un blocchetto di bronzo dorato che sormonta la stele; tre aste cilindriche in teak sorrette da sostegni binati, con giunti in ottone muntz metall, distanziano la stele dalla piazza a mo’ di transenna. Ne è stato autore Carlo Scarpa, uno dei maggiori architetti e designer del Novecento, a cui l’Amministrazione comunale aveva affidato il progetto di sistemazione della piazza della Loggia dopo l’attentato. Scarpa studiò diverse soluzioni, partendo dal basamento sbrecciato di un pilastro del portico, fino alla completa ripavimentazione della piazza ma, turbato dal progetto, tardava la consegna. Il Comune, in vista del secondo anniversario dell’attentato, gli chiese una soluzione provvisoria, un cippo commemorativo che alla fine si concretizzò invece nella scelta di una colonna celebrativa: inizialmente una vera pietra romana, poi una colonna in carrara smussata e squadrata, con gli angoli tagliati, come quella affiancata nel portico, rimasta danneggiata dall’esplosione e su cui ancora è riprodotto il manifesto della manifestazione antifascista del 28 maggio 1974. Il monumento venne inaugurato nel 1976, ed è naturalmente divenuto definitivo.


Il secondo monumento è stato dedicato “ai caduti della lotta partigiana e di piazza della Loggia” ed è situato sul viale di accesso al Cimitero Vantiniano. Ha avuto origine da un concorso bandito nel 1979 dal Comune di Brescia e conclusosi nella primavera del 1980 con l’esposizione pubblica dei progetti, firmati da scultori come Andrea Cascella, Pietro Consagra, Lorenzo Guerrini e Giò Pomodoro, e architetti come Luciano Baldessari, Ignazio Gardella, Vittorio Gregotti, Ettore Sottsass jr., Gino Valle e Carlo Scarpa. Una commissione di nomi illustri assegnò il primo premio a Ignazio Gardella: un «recinto architettonico a pianta di triangolo rettangolo che isola, nell’area alberata all’interno del cimitero Vantiniano, uno spazio sacrale e commemorativo», secondo le parole dell’autore. Inaugurato nel decennale della strage, è stato poi completato da Gardella tra 1988 e ’89 con due cippi di segnalazione ai vialetti d’accesso.

Del progetto di un “Memoriale delle Vittime del Terrorismo e della Violenza Politica” che le ricordasse attraverso la posa di 430 formelle lungo un percorso che va da piazza della Loggia al Castello, voluto dalla Casa della Memoria di Brescia in associazione con gli enti locali e l’Associazione Familiari caduti Strage Piazza della Loggia, approvato nel 2012 dal Comune, è stato a tutt’oggi realizzato oltre un terzo, dipendendo per il completamento da una raccolta di contributi volontari.


Sempre in Brescia, in piazzale Arnaldo, sul muro esterno del casello daziario sotto i cui portici scoppiò la bomba del 16 dicembre 1976, in un punto di grande scorrimento automobilistico, è collocata la lapide posta dal Comune di Brescia per ricordare la vittima e i feriti.


Tratto da:

STRATEGIA DELLA TENSIONE

SULLA NECESSITA’ DI UN MEMORIALE DELLE STRAGI

di Carlo Tombola

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